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Avatar di Antonino Lupieri | Next Level

Il dato che mi resta addosso non è l’ottimismo dei capi, ma lo scollamento: 95% convinti della crescita vs 51% dei lavoratori che ci crede. Quella distanza non è “pessimismo”: è percezione di rischio, di instabilità, di promesse già sentite.

E sull’AI il quadro è ancora più ambiguo: da una parte esplodono le richieste di competenze (+1587%), dall’altra solo 1 investimento su 5 porta davvero ROI. Quindi non siamo nel mondo “AI risolve tutto”, ma nel mondo “AI cambia tutto… in modo disordinato”. E infatti anche i licenziamenti spesso sembrano più una scommessa (o un panico) che un guadagno reale di produttività.

Qui si inserisce il tema che mi interessa più di tutti: se la produttività aumenta, non è automatico che aumenti la qualità di vita. Può diventare solo più pressione, più aspettative, più corsa.

La domanda che mi faccio allora è questa: quando (e se) il dividendo arriva, chi se lo prende? E soprattutto: questa crescita compra tempo alle persone, o compra solo altri obiettivi da inseguire?

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