Fermi tutti, con l'IA il lavoro sta aumentando?
77%
La maggioranza delle persone intervistate in uno studio condotto tra USA, Canada e Australia lo ha ammesso: con l’IA il carico di lavoro è aumentato
Una su cinque
Le aziende che, in previsione dei benefici dell’IA, hanno già deciso tagli consistenti al personale
18%
Dipendenti che dichiarano di aver ricevuto corsi di formazione aziendale sull’IA
“Prima per scrivere un documento impiegavo alcune ore. Oggi impiego molto di più perché lo faccio scrivere all’IA e poi lo ricontrollo facendola scrivere di nuovo all’IA”. Su Reddit si trova di tutto e le persone confidano anche come si sentono a utilizzare l’intelligenza artificiale nel proprio lavoro.
Se la narrazione dominante ci racconta che con questo strumento si può fare tutto, in meno tempo e con molte meno risorse, nel quotidiano diverse persone non percepiscono affatto questo miglioramento di ore “liberate” dall’IA. Anzi, devono di continuo tornare sul lavoro prodotto da un chatbot per metterci del loro in un loop decisamente poco produttivo.
Altro che siesta
In questa nuova puntata di “In Corso” affrontiamo uno degli argomenti più importanti del dibattito odierno. L’IA è una tecnologia potente, ma è illusorio pensare che sia facile impostare il pilota automatico e raccogliere facilmente i frutti prodotti da agenti, chatbot e software. La risposta sta, come in tutte le cose, nella formazione e nel sapersi destreggiare tra fuffa, competenze reali e strategie per valorizzare la creatività e il tocco umano.
Poche settimane fa l’Harvard Business Review ha pubblicato una ricerca dal titolo eloquente. “AI Doesn’t Reduce Work—It Intensifies It”. L’analisi ha preso in esame una società tecnologica americana da 200 dipendenti, osservati in un periodo di otto mesi. Senza che l'azienda li avesse obbligati a utilizzare l’IA, è emerso che molti lavoratori hanno lavorato di più, anche fuori orario, e hanno preso l’iniziativa assumendosi responsabilità non loro.
L’IA è un superpotere rischioso
Un sogno a occhi aperti, dunque, no? Non esattemente. «L’aumento di produttività registrato all’inizio - si legge nella ricerca - può cedere il posto a un lavoro di qualità inferiore». Se non inquadrata bene, l’intelligenza artificiale corre il rischio di farci lavorare troppo e a fronte di ottimi risultati iniziali le aziende potrebbero fare i conti in un secondo momento con stress, risultati non all’altezza e perfino casi di burnout. Lo studio riferisce che lasciare l’autogestione sull’IA a ciascun lavoratore non è la soluzione migliore.
Il fatto che l’intelligenza artificiale faccia (a volte) lavorare di più non è una scoperta recente. Nel 2024 una ricerca di Upwork su 2.500 lavoratori tra USA, Australia e Canada ha fatto emergere un dato chiaro: per il 77% degli intervistati era aumentato il carico di lavoro con l’IA e il 44% non era in grado di raggiungere il livello di produttività richiesto con l’utilizzo di questi strumenti.
A livello mediatico l’IA viene raccontata come un qualcosa di stupefacente, che permette (o permetterebbe) a singole persone di fondare aziende, portare avanti compiti grazie al supporto di un team di agenti. Tutto questo entusiasma e al tempo stesso spaventa: perché tanti professionisti si sentono sostituibili.
“Postura verso il mercato”
Di recente la società Block di Jack Dorsey ha licenziato più di 4mila persone sostenendo che piccoli team potrebbero fare di più e meglio grazie all’IA. In una serie di interviste fatte dal Guardian a ex e attuali dipendenti della società la versione come ovvio non combacia: si parla di una «postura verso il mercato». Oltre allo storytelling l’IA, secondo loro, non è ad oggi in grado di fare il loro lavoro.
Perché oggi molti percepiscono che con l’IA non ottengono quello scatto che ci si aspetta? Tutto dipende ovviamente da ciò che chiediamo all’intelligenza artificiale. La risposta comunque potrebbe essere duplice: un ottimo lavoro parte un’ottima domanda posta all’IA. Bisogna essere maestri Jedi dei prompt.
E poi c’è un’altra amara verità: gli strumenti più performanti ad oggi non sono gratuiti: per avervi accesso bisogna sborsare cifre non banali (più alte senz’altro degli abbonamenti streaming mensili). Dalle testimonianze online di chi sta usando quegli strumenti premium emerge che il salto di qualità investendo denaro è netto.
📈 Immagine parlante - Anthropic ha pubblicato un grafico radar che mostra quanto la propria tecnologia Claude sia proiettata a svolgere compiti lavorativi in moltissime aree in futuro: management, media, legal, ingegneria, amministrazione sono alcuni dei settori in cui l’intelligenza artificiale potrebbe performare meglio. Su costruzioni e agricoltura le attese sono invece molto scarse.
👩🦳 Quante donne ai vertici? - Secondo una ricerca di LinkedIn nel 2025 in Italia le donne che occupavano ruoli di vertice erano il 31,3%. Non ci sono state variazioni rispetto all’anno precedente. La quota conferma il gap di genere. La forza lavoro femminile complessiva è del 47,6%.
📢 Un anno di crescita - Online è disponibile il nuovo bando annuale di candidatura al Servizio Civile Universale. La scadenza per candidarsi è fissata all’8 aprile. L’iniziativa è rivolta alle persone di età compresa tra 18 e 28 anni che desiderano dedicare 12 mesi a iniziative di vario genere in Italia e all’estero.
“Non c'è nulla di artificiale nell’IA: è creata dagli esseri umani, è progettata per comportarsi secondo criteri umani e per avere un impatto sulle vita e sulla società”
Fei-Fei Li, docente di Stanford
Lovable: una piattaforma che consente di sviluppare landing page, app e siti partendo da un prompt testuale. Si tratta di uno strumento che fa parte del cosiddetto vibe coding. Il trend non prevede di scrivere codice, ma di dare ordini a software mediante linguaggio naturale.
💼 Brand & Communication Specialist Junior @Disaronno Ingredients
Azienda di prodotti alimentari
💰 RAL non indicata
🎒 Laurea in marketing/comunicazione e inglese fluente
📍 Saronno (Varese)💼 Social media manager @LMDV Hospitality Group
Azienda attiva nel settore hospitality
💰 RAL non indicata
🎒 2/3 anni di esperienza e capacità nella creazione di contenuti
📍 Milano💼 Business developer @Fundo.one
Piattaforma di accesso ai finanziamenti
💰 RAL non indicata
🎒 Conoscenza del mercato della finanza agevolata e automunito
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